oldhollywood:
London After Midnight (1927, dir. Tod Browning) 

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London After Midnight (1927, dir. Tod Browning) 

Un ritratto dell’editore Robert Delpire su Time LIghtbox.
Nella foto, The Bogeyman di Duane Michaels, 1973.

Un ritratto dell’editore Robert Delpire su Time LIghtbox.

Nella foto, The Bogeyman di Duane Michaels, 1973.

A collection of old and new posters about May Day on Internazionale

A collection of old and new posters about May Day on Internazionale

Poster Art: Polish edition (click on individual posters for artist/film info)

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Laguna stereoscopica

- Cos’è il mostro marino in gif che hai nel blog?

chiedo a spacey, al telefono. L’ha rebloggato, le piace tantissimo, ma non lo sa. A me sembra qualcosa di familiare e non mi sbaglio infatti:

Si tratta di Creature from the Black Lagoon, di Jack Arnold, film celebre perché è un cult più che un capolavoro. Di nuovo scopro che era un film stereoscopico. Cosa?! Tradotto nel nuovo millennio, in 3D e per vederlo ti consegnavano questi visori. In Italia fu distribuito semplicemente in b/n, privo di dimensioni aggiunte.

Io ne consiglierei la visione in un drive-in ma i drive-in non esistono più, io non ne ho mai potuto fare esperienza ma mi piace pensare che dopo il film, anzi durante, succeda al pubblico qualcosa di simile alle avventure della banda di Joe R. Lansdale nei romanzi del ciclo drive-in.

Il mondo perduto di Areth

Un’idea narrativa che aiuta a compiere un salto a fotografie d’architettura e le trasforma in un’opera concettuale. Adam Ryder ha scritto un libro visivo di fantascienza. Areth: An Architectural Atlas è un saggio sull’antica civiltà Areth, dislocata sull’intera area del pianeta ma divisa in tre continenti e scomparsa misteriosamente, forse volontariamente, forse in circostanze tragiche e incontrollabili. Nel suo sito, pardon, nel suo libro, gruppi di ricerca antropologica ci spiegano cosa era Areth attraverso gli edifici che ci hanno lasciato.

Alla fine rimango con una sola domanda: dove hai trovato questi splendidi posti?

Vorrei una mappa reale.

L’uso delle gif è spesso relegato ad usi “simpatici” nei forum e nei social network. Ormai si sta diffondendo anche nella fotografia d’autore, come nel caso del lavoro My Favourite Childhood Nightmares di Marcel Meyer. Il procedimento è noto da quando esistono internet e photoshop, ma non lo liquiderei subito. Se applicato con senso e gusto arricchisce il racconto e lo avvicina alle sperimentazioni del pre cinema, a me care. Un passo indietro? No, godiamoci la bellezza e basta. Comunque la post produzione più avanzata continuerà a progredire. Io preferisco la gif animata alle riviste che stampano le foto in 3D con allegati occhialetti.
L’altalena fa un po’ paura, ma io temevo di più lo scivolo da bambina.

L’uso delle gif è spesso relegato ad usi “simpatici” nei forum e nei social network. Ormai si sta diffondendo anche nella fotografia d’autore, come nel caso del lavoro My Favourite Childhood Nightmares di Marcel Meyer. Il procedimento è noto da quando esistono internet e photoshop, ma non lo liquiderei subito. Se applicato con senso e gusto arricchisce il racconto e lo avvicina alle sperimentazioni del pre cinema, a me care. Un passo indietro? No, godiamoci la bellezza e basta. Comunque la post produzione più avanzata continuerà a progredire. Io preferisco la gif animata alle riviste che stampano le foto in 3D con allegati occhialetti.

L’altalena fa un po’ paura, ma io temevo di più lo scivolo da bambina.

Goodbye, Kodak Girl!

Goodbye, Kodak Girl!

Proposito per il 2012: jump!

All photos by Philippe Halsman.

(via newyorker)

Tags: new yorker

Il fotografo e regista Alex Prager reinterpreta con una videogallery le icone cinematografiche del male.

Il fotografo e regista Alex Prager reinterpreta con una videogallery le icone cinematografiche del male.

Art Deco Superheros on Retronaut

Art Deco Superheros on Retronaut

Alcuni film di Ken Russell sono sinceramente brutti. Ma sinceramente, senza pretendere di essere belli. Il suo stile è straripante e quando vai troppo sopra le righe, la storia ti sfugge dalle mani. Ho sempre avuto l’impressione che volesse fare un film per arrivare a dirigere certe scene. Beh quelle scene mi sono rimaste dentro più di molti film scritti bene. Il video è il trailer di The Devils, che è uno di quelli belli.

Piuttosto che scrivere “so long”, “RIP” e cazzate del genere, l’anno scorso lessi una spassosa intervista, in cui compare un oggetto bizzarro.

La soluzione di Paul is dead.

La soluzione di Paul is dead.

(Fonte: peppersprayingcop)

Un Homme de Têtes, George Méliès, 1898.